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martedì 19 novembre 2013

La bimba nella pancia

Quando ancora non ero mamma, quando sentivo le altre mamme raccontare delle domande dei piccoli mi chiedevo cosa avrei risposto quando mi avesse fatto la fatidica domanda:"Come nascono i bambini?" pensando che sarebbe stato molto difficile dare una risposta.
Niente cavoli, cicogne o cose simili, la verità e basta, ma come?
Bene ci siamo quasi.
La domanda sta per arrivare, la respiro già nell'aria.
Abbiamo un'amica incinta, l'abbiamo vista che aveva meno pancia di me, la rivediamo a 10 giorni dalla data presunta del parto.
Camilla la guarda, mi guarda, è un po' perplessa.
Mi abbasso e le chiedo:"Sai chi c'è lì dentro?"
Sgrana gli occhioni, non sa cosa pensare.
"Una bimba!!" le dico.
Fissa la pancia, non dice niente, ma ci pensa, già lo so.
Così a casa le faccio vedere le foto di quando era piccolissima e le spiego che anche lei era nella pancia della mamma, quando era molto piccola, che quando è diventata grande abbastanza è nata, cioè è uscita per rendere tanto felici le vite di mamma e papà.
"Anche tu eri nella mia pancia, mamma?"
"No amore, io, quando ero molto piccola, ero nella pancia della nonna"
Questo va oltre le sue capacità di comprendere..."davverooooo??" mi chiede?
Non è mica convinta.
Però da una settimana racconta a chiunque che quando era piccola piccola così (e si accuccia) era nella pancia della sua mamma e poi è nata e beveva solo il latte e si faceva la pipì addosso.
Tutti ridono, e io penso alla prossima fase, quando chiederà come è uscita.
E poi, come è entrata.

venerdì 18 ottobre 2013

Capricci e castighi

La mia bambina è biondina, ha gli occhi azzurri, la faccia da angioletto e sa come prendere gli adulti.
Se vuole qualcosa ti guarda con i suoi occhioni, te la chiede con la testina inclinata, un tono di voce tenerino, mette le manine giunte e dice:"ti preeeegoooo".
Tutti quelli che la vedono dicono quanto è dolce, carina e delicata etc etc...
Ma loro non la vedono quando dice no. Quando è il momento di sedersi a tavola e non vuole mangiare, quando le dico che i biscotti alle 19 non glieli do, quando è il momento di spegnere la tv, quando io dico si e lei invece dice NNNNNNNNNo.
Si trasforma. Da principessina da salvare diventa un drago sputafuoco con gli occhi iniettati di sangue.
Si mette a piangere, grida "voglio il mio papoooooo" (sapendo che è il mio punto debole, io ho sempre paura che la nostra separazione la faccia soffrire molto) , si butta per terra e si salvi chi può.
E allora mi chiedo quale sia il metodo migliore per risolvere questi capricci.
Tata Lucia insegna che si debbano ignorare e questo cerco di fare.
Certo, quando sono in ritardo per il lavoro e lei decide che non vuole essere vestita ignorare è un po' difficile.
E lo è anche quando si rifiuta categoricamente di mangiare.
Ignoro? Se ignoro non mangia, e la pediatra le corre già dietro con le provette degli esami del sangue perchè è magra, non possiamo tanto permettercelo, allora che si fa?
Diciamocelo, leggiamo articoli, ci informiamo, compriamo libri di psicologia infantile, ma poi alla disperata le proviamo tutte.
La televisione NON VA BENE quando si mangia.
Però funziona.
E le minacce?
Non si minaccia mai, questo lo sappiamo tutte.
Però funziona.
Non si mette un bambino con le spalle al muro, mettendolo nella condizione di fare quello che vogliamo perché non ha alternative. 
Però funziona.
Tutto quello che non va fatto funziona.
A volte allora mi chiedo dove sia il limite. Va bene provare un po' le varie possibilità perché la vita non è quella che vediamo in tv o leggiamo sui libri, a volte la scelta teoricamente migliore non è applicabile.
Però ci sono limiti da non superare mai, ci sono cose che un bambino ha diritto di avere e di essere e non possiamo togliergli. Quali sono questi limiti?
Posso decidere di spegnere la tv, posso toglierle di mano i pennarelli mentre dipinge un mobile, posso prenderla di peso e vestirla anche se non vuole, ma cosa non posso assolutamente fare?
Per me questi sono i limiti che non si possono superare:
- Non si possono alzare le mani. Mai, per nessun motivo. Anche se la sculacciata non fa fisicamente danni, ne fa molti emotivamente. Fa sentire traditi, non rispettati, e insegna che se sei fisicamente più forte puoi sopraffare il tuo prossimo. Per me non è accettabile.
- Non si può togliere a nostro figlio il tempo con noi per castigo.
Il tempo con la mamma e il papà è suo diritto. E' la cosa che lo aiuta a crescere più di ogni altra.
Non si può dirgli che non gli leggeremo la storia per castigo o che non giocheremo con lui o che non potrà aiutarci a preparare la cena.
Queste cose sono cibo per la sua anima, non si possono togliere mai.
- Non si può barattare, minacciare, contrattare col cibo.
A letto senza cena per castigo non è accettabile.
Dire che se farà quello che gli chiediamo gli daremo un biscotto non va bene, perchè il cibo non deve essere merce di scambio mai, non deve essere un premio o una punizione, il cibo è buono, mangiare è un momento felice, seolo questo deve percepire il nostro piccolino, se non vogliamo fargli vivere una vita di disturbi alimentari, che sono subdoli, distruttivi e sono davvero costantemente dietro l'angolo. (e questo è un punto che mi sta particolarmente a cuore, perché é una delle gravi conseguenze che mi trascino dall'infanzia. Pur senza aver mai avuto forme tanto gravi da mettere in pericolo la mia vita, posso garantire che si fa una vita d'inferno comunque. A mia figlia voglio evitarlo).
Stesso discorso per il sonno.
- Non si può togliere ad un bambino il piacere del gioco, soprattutto se creativo.
Non si può togliergli i pennarelli se ama disegnare, il pongo, il piacere di ballare o cantare, la gioia di giocare con un gomitolo di lana o con due pietroline. Vietatissimo.

Questa è la mia lista di limiti, mi sembra di non aver dimenticato nulla, ce n'è solo un altro molto difficile che io personalmente cerco di applicare ed è: non si urla.
E' concesso solo in caso di pericolo reale, ad esempio se sta per correre in mezzo alla strada. Altrimenti è un sistema che non approvo, anche se è molto difficile evitarlo sempre.

Ed ora aspetto di leggere che cosa ne pensate voi, quali sono i vostri limiti, quali riuscite a rispettare e quali invece no...non abbiate paura, commentate!!